bimbo appena nato

Fino a qualche anno fa, i neonati venivano percepiti semplicemente come esseri dotati di qualche riflesso e risposte automatiche ma in realtà sono creaturine dotate di molte più abilità. Il neonato, infatti, si tratta di un essere dotato fin dalla nascita – e dunque dai primi attimi di vita – di una serie di competenze cognitive, sensoriali e motorie che hanno diversi significati in base all’ambiente circostante ed al rapporto con la mamma. E, sulla base di questo postulato, sono molte le riflessioni che ci spingono a capire come considerarlo ed accudirlo.

Quali sono le abilità del bambino durante le prime settimane di vita?

Vediamo un po’ assieme di far luce su tutte quelle che sono le abilità acquisite dai bimbi durante il primo mese di vita.

Il gusto e l’olfatto

In realtà, già dal 4°-5° mese di gravidanza il feto riesce a riconoscere e distinguere gli odori ed i  sapori tramite il liquido amniotico, quindi dopo la nascita il bambino sarà già in grado di riconoscere determinati sapori ritrovandoli anche nel latte della mamma (denominato anche colostro). Dunque ecco perché la mamma può tranquillamente mangiare ciò che ha mangiato durante la gravidanza senza farsi troppi problemi!

La vista

Sebbene si tratti di uno dei sensi meno sviluppati durante la gravidanza, il neonato ha comunque la possibilità di riuscire a mettere a fuoco fino a 30 cm di distanza, quello che basta per riuscire a focalizzare il volto della mamma oppure il suo seno.

L’udito

Anche l’udito, come il gusto e l’olfatto, è uno di quei sensi che si sviluppa già durante la gravidanza. Infatti già dalla fine del secondo trimestre, quindi intorno al 6° mese di gravidanza, il bambino può iniziare a reagire ai suoni, ad esempio muovendosi verso la fonte sonora o rallentando i suoi movimenti se riesce a sentire una voce che riconosce come quella della mamma o muovendosi in maniera brusca se sente rumori improvvisi ed inaspettati. La stessa cosa inoltre accade anche dopo la nascita, quando il bambino è già in grado di riconoscere le voci ed i suoni ai quali era abituato, come la voce della sua famiglia o le musiche ascoltate quando era ancora nel grembo nella mamma.

Il tatto

Questo è il primo dei cinque sensi che si sviluppa nell’utero e non a caso è per questo motivo che il contatto fisico con il piccolino subito dopo il parto viene ritenuto così fondamentale, per favorire così l’avvio dell’allattamento al seno. In più oltre alla sensibilità del tatto, anche quella del dolore è molto sviluppata (ad esempio quando il piccolo soffre per le colichette), ma lo stesso discorso non si può applicare per la sensibilità termica in quanto in utero il bambino è comunque esposto a temperatura costante e dopo la nascita deve abituarsi ad una temperatura diversa e dunque sbalzi termici piuttosto significativi.

Ma facciamo attenzione! Questo non implica che bisogna coprire troppo i neonati, perché comunque devono riuscire ad adattarsi da soli alle nuove temperature. L’importante è rimanere vicini a loro per riuscire a cogliere quelli che sono eventuali segni di disagio.

Capacità spaziale

Il bambino già dalla nascita può riuscire a percepire lo spostamento del proprio corpo nello spazio. E tutto ciò ha perfettamente senso, se contiamo che anche durante la gravidanza il feto è molto abituato ai movimenti, sia perché si muove autonomamente nel liquido amniotico e sia perché è anche la mamma a muoversi e spostarsi. Quando nasce, comunque, il bimbo deve fare esperienza comunque di qualcosa di nuovo, ossia lo stare fermo. Questo è uno dei motivi per i quali i bimbi preferiscono essere cullati e trasportati.

Altre attività cognitive

Un neonato che riconosce suoni, volti e movimenti non ha a che fare solo con i sistemi sensoriali ma anche con quello che è lo sviluppo cognitivo del bambino. Infatti il riconoscimento di suoni ed immagini aiuta a sviluppare la memoria ed organizzare cerebralmente le informazioni in arrivo dall’ambiente esterno.

Lo sviluppo dell’attenzione

Anche un bimbo nato da pochi giorni può prestare attenzione a ciò che c’è attorno a lui e ciò che facciamo o diciamo mentre siamo vicini a lui. Possiamo notare infatti che il neonato può seguirci con gli occhi mentre ci muoviamo o addirittura si muova con la testolina seguendo i nostri movimenti. Però, perché un neonato riesca a prestarea ttenzione a ciò che c’è attorno a lui bisogna prestare attenzione a:

  • I neonati hanno tempi di reazione più dilatati rispetto ai nostri o quelli di bimbi più grandi. Perché si possa prestare attenzione è fondamentale che parliamo loro o ci muoviamo molto lentamente.
  • il fatto che il neonato non sia impegnato nel controllo della propria postura. Infatti i bimbi appena nati sono abituati ad un ambiente piccolo e raccolto e nei primi giorni di vita sono molto impegnati a regolare quella che è la propria posizione nello spazio. Se infatti vengono lasciati liberi, ad esempio nella culla o su un ripiano mentre gli si cambia il pannolino, non c’è da preoccuparsi se in quel momento il bambino non sembra prestarci attenzione.

Per quanto riguarda noi, come cambia il modo di interagire con il nostro bambino?

La consapevolezza che un neonato presenti già delle competenze sin dalla nascita permette ai genitori di cambiare radicalmente quello che è il nostro approccio con il bebè.

Osservare e sapere che il nostro bambino sa già fare alcune cose da solo e risponde ad un certo tot di imput ci aiuta ad avere più fiducia nelle sue competenze e nelle sue possibilità, e questo è un grande aiuto anche per quelle che saranno le fasi successive della relazione man mano che il nostro bambino cresce.

Infatti, sapere che un neonato non è un esserino mosso solo da istinti ma che già dai primi momenti di vita sia in grado di fare molte cose ed abbia soprattutto già un temperamento che sarà indice di quello che poi potrà diventare il suo carattere può essere di grande aiuto nei momenti di stanchezza o di difficoltà che i neogenitori possono provare. Sapere che non dipende tutto da noi e che nella nostra relazione con il bambino lui è presente e reattivo fin dalla nascita può essere infatti molto confortante nello stabilire con lui (o lei) un rapporto prezioso e sereno.

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