bambino che piange

Il disturbo d’ansia da separazione è una condizione psicologica che occorre nel bambino a partire dall’ottavo mese di vita del bambino e si manifesta come una eccessiva paura di essere abbandonati dalla propria madre ma, in alcuni casi, questa evenienza può presentarsi anche nei confronti del papà, soprattutto se quest’ultimo si è quotidianamente preso cura del bambino, quasi alla pari della madre.

L’ansia da separazione si manifesta dunque come un’angoscia del bambino alla quale seguono proteste più o meno gestibili nel momento in cui le figure di riferimento del bambino si allontanano. Ciò succede perché il bambino, vedendo allontanarsi la propria madre, inizia a sentirsi in pericolo e per questo piange o si dimena replicando tutti i comportamenti che in genere si risolvono quando la figura di riferimento torna, placandoli.

Può capitare che il disturbo d’ansia da separazione inizi a manifestarsi dopo eventi traumatici come la morte di un genitore, di un parente stretto o di un animale domestico.

Quali sono i sintomi dell’ansia da separazione?

In questa condizione – che di certo è abbastanza comune in molti bambini – si possono distinguere sintomi fisici e sintomi cognitivi.

I sintomi fisici includono:

  • sudorazione
  • dolore addominale
  • tachicardia
  • vertigini
  • tremore
  • pianto
  • irrequietezza generale
  • insonnia

I sintomi cognitivi invece possono presentarsi in diverse sfumature. Spesso i bambini non riescono a spiegare esaustivamente ciò che sentono ma ricordiamo che questo è un disturbo che può presentarsi anche in bambini più grandi e occasionalmente anche negli adolescenti, che tra i pensieri più comuni ricordano:

  • paura di essere lasciati soli
  • paura che possa accader loro qualcosa di brutto
  • paura che possa accadere qualcosa di brutto al genitore dal quale si separano o anche entrambi i genitori
  • paura di essere rapiti

Nei neonati e nei bambini, comunque, questo disturbo deriva dalla scarsa percezione dello spazio e del tempo, motivo per cui se la mamma (o il papà) dovessero scomparire loro credono che siano spariti per sempre, e da ciò deriva la loro condizione d’ansia. In genere questa condizione va progressivamente affievolendosi, scomparendo tra i tre e i cinque anni.

Quando l’ansia è troppa: cosa fare?

Spesso, anche se l’ansia è fisiologica e comune nei bambini, è anche vero che i sintomi manifestati possono diventare eccessivi fino a sfociare in vere e proprie crisi isteriche. Questo può far pensare che le ansie siano molte altre e decisamente più radicate di queste, rendendo impossibile l’allontanamento e peggiorando la qualità di vita di bambini e genitori.

Disturbo d’ansia da separazione a scuola

Che si tratti dell’asilo nido, l’asilo o le scuole elementari, l’ansia da separazione può manifestarsi anche a scuola e possono avere un grosso impatto sulla vita scolastica del bambino, portando sintomatologie come:

  • rifiuto di recarsi a scuola
  • ritardi frequenti
  • difficoltà di concentrazione
  • basso rendimento scolastico
  • scarsa autostima
  • problemi a relazionarsi con i coetanei

Consigli pratici per affrontare l’ansia da separazione

Spesso il momento della separazione risulta difficile non solo per il bambino ma anche per il genitore, diventando motivo di ansia anche per quest’ultimo che, appunto, si ritrova ad essere preoccupato per le sorti del proprio figlio sapendolo in difficoltà. Vediamo assieme come affrontare l’ansia da separazione con consigli pratici sul da farsi.

  • Di sicuro è sbagliato non rivolgersi al bambino ed allontanarsi da lui senza fornirgli alcuna spiegazione, pertanto questa è la prima cosa da evitare. Infatti va sempre spiegato cosa sta per succedere, anche se questo può far incorrere in una reazione eccessiva del proprio bambino.
  • Dopo aver spiegato che la mamma ed il papà si devono allontanare per un certo periodo di tempo, rassicurate il bambino sul fatto che tornerete e potrete nuovamente stare insieme.
  • Offrite un oggetto sostitutivo: soprattutto per i bambini molto piccoli, offritegli un oggetto che possa fargli rendere conto del fatto che anche se vi allontanate, gli siete comunque vicini. Poteste dargli un pupazzo che lui può facilmente associare a voi oppure, ancora meglio se abbinati, una maglietta: il vostro odore potrà accompagnarlo anche mentre non ci sarete infondendogli un senso di sicurezza.
  • Spiegate al bimbo cosa è l’ansia: perché genitori e bambini possano affrontare al meglio questa situazione, è giusto rassicurare il bambino su ciò che sta succedendo soprattutto spiegandogli che cosa gli sta accadendo e perché si sente così. Spieghiamo al nostro bambino che l’ansia è una risposta del nostro corpo data ad una situazione di pericolo o presunto tale, ma nel vostro caso non si tratta realmente di una situazione di pericolo bensì di un fastidio, che sebbene possa risultare doloroso è comunque estremamente limitato nel tempo, dunque non c’è bisogno di avere paura. Spiegategli che per un bambino è normale avere paura di separarsi da mamma e papà, ma che questo è un processo naturale ed aiutatelo a comprendere quali sono le motivazioni che lo spingono a sentirsi così.
  • Accogliete i suoi sentimenti: i pianti, le proteste e l’irrequietezza sono sintomi legittimi dell’ansia da separazione. Cercate di non sgridarlo quando ciò accade perché può avere un effetto controproducente.
  • Rimanete tranquilli nel momento della separazione: se vi mostrerete agitati nel momento della separazione, questo potrebbe incrementare l’agitazione di vostro figlio; mostrandovi invece più fermi nelle vostre posizioni e soprattutto nelle vostre emozioni, potrete avere un effetto positivo anche sul vostro bambino.
  • Favorite l’inserimento del bambino in attività che non comportano la presenza dei genitori: che si tratti di campus ricreativi, sport o attività extrascolastiche in generale o semplicemente stringendo nuove amicizie. Favorite l’inserimento del bambino nel mondo esterno, consentendogli di sviluppare più rapporti sui quali poter focalizzare la propria attenzione.
  • Per quanto riguarda la frequenza a scuola, mettete al corrente anche gli insegnanti di ciò che sta vivendo il vostro bambino: spiegando cosa succede aiuterete anche loro ad essere più tolleranti (ad esempio verso i ritardi o le esplosioni di rabbia o di pianto che può avere il vostro bambino) e comprensivi e fare la loro parte perché possa aiutarlo ad affrontare e superare l’ansia da separazione.
  • Premiatelo: ciò che sta affrontando vostro figlio può sembrare facile e risolvibile per un adulto, ma la stessa cosa non succede per lui; l’ansia che vive è l’equivalente di un mostro del quale ha paura! Pertanto, ogni volta che si raggiunge una piccola vittoria, premiatelo a dovere.

Quando è necessario rivolgersi ad uno specialista?

Alcuni bambini, nonostante gli accorgimenti presi, possono comunque continuare a sperimentare costanti crisi d’ansia che non tendono a diminuire col tempo e gli sforzi dei genitori. Se questa situazione non dovesse cambiare allora potrebbe essere il caso di rivolgersi ad uno specialista, costituendo ciò un problema più grande.

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrebbe dunque essere un modo per riuscire a risolvere più efficacemente e con un approccio diverso la situazione. I segnali d’allarme possono essere:

  • ritiro sociale
  • rifiuto di andare a scuola per settimane
  • assenze frequenti
  • ritardi frequenti senza margine di miglioramento
  • insonnia che non decresce nel corso del tempo
  • incubi
  • impossibilità nell’allontanarsi da casa

La psicoterapia, in questi casi, sebbene sia fondamentalmente indirizzata al bambino è giusta da seguire anche per i genitori. Oltre ad analizzare i sintomi dell’ansia, scegliere il trattamento più adatto e l’individuazione e modificazione dei pensieri disfunzionali infatti una buona parte della psicoterapia è dedicata al parent training, ossia l’insegnamento a come rispondere alle richieste del proprio bambino nel modo più efficace possibile.

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