La prima domanda che ci poniamo è quando smettere di allattare? Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità dai 6 mesi di vita del bambino è consigliato cominciare a svezzarlo tramite l’integrazione di altri alimenti nell’alimentazione del bambino, ma spesso questa operazione può risultare particolarmente difficile.

Prima o poi tutti i bambini dovranno smettere di poppare, è una cosa risaputa. Di solito si consiglia per lo svezzamento un’età compresa tra i sei mesi ed un anno di vita. Alcuni bambini vengono però allattati per molto più tempo, alcuni di loro addirittura fino ai tre anni di vita. Scopriamo come smettere di allattare in tranquillità senza arrecare danni ne alla mamma ne al bambino.

Perché smettere di allattare

L’allattamento crea un legame molto forte tra madre e bambino, questo legame resterà tutta la vita, ma, come in ogni processo di crescita ad un certo punto si deve passare allo step successivo.

Il bambino dopo lo svezzamento sarà più consapevole del mondo esterno e comincerà a scoprire il mondo sociale finora conosciuto solo con il rapporto materno.
Inoltre l’allattamento per quanto sia un pratica gratificante sotto certi punti di vista, può comunque risultare un estenuante.

Se la stanchezza e lo stress dell’allattamento però persistono, è giusto iniziare a pensare di iniziare a svezzare il bambino dopo i 6 mesi di vita come consigliato dall’organizzazione mondiale della sanità.

Il percorso di svezzamento deve essere graduale fino al completo distacco dal vostro corpo. Questo procedimento può prendere un po’ di tempo. Non bisogna in nessun caso sentirsi in colpa nel caso si esprima il desiderio di smettere di allattare, perché rientra perfettamente nei diritti di madre e di donna.

Come fare

La produzione del latte dalle mammelle deriva primariamente da quanto il bambino consuma nel corso di una giornata. A più poppate equivale una produzione di latte maggiore, mentre se il bambino è abituato a fare meno poppate sarà minore anche la produzione di latte.

Cercate, quindi, di togliere gradualmente una o più poppate durante la giornata. Curiamoci però di mantenere comunque la poppata prima di andare a dormire, la sera, e quella notturna. Ciò viene consigliato anche perché per il bambino quello è un pasto consolatorio: con il buio può sentirsi spaventato e spaesato e poppare può aiutarlo anche a gestire lo stress causato da quei momenti, sebbene magari siano le poppate più stressanti per le mamme, ma bisogna tener duro ancora per un po’!

Evitate la formazione di ingorghi mammari, che nel peggiore dei casi potrebbero degenerare in mastiti. Potete iniziare, magari, sostituendo inizialmente il gesto del porgere il seno al bambino continuando a somministrargli il latte magari proprio attraverso un tiralatte. In quest’ottica può essere utile imparare a spremere manualmente il seno: se, diminuendo le poppate, il seno si riempie troppo tra le varie poppate, la spremitura può dare sollievo per la mamma e prevenire la formazione di ingorghi. Una volta scelto, poi, il pasto sostitutivo del bambino potrete iniziare ad integrare anche quello.

tutte le mamme possono allattare

Idee per pasti sostitutivi

La prima pappa sostitutiva dovrebbe essere preparata a base di brodo vegetale, verdure e legumi frullati, pastina o omogeneizzati. Man mano che il bimbo cresce, poi, possiamo integrare anche altri alimenti come:

  • carne frullata (40-50 gr al massimo)
  • pasta (20 gr)
  • semolino
  • frutta (finché non sarà in grado di masticare sarà sempre meglio, comunque, fare uso di omogeneizzati di frutta)
  • formaggio dolce

Ci sono poi alimenti che è meglio non somministrare almeno fin quando il bimbo non compie tre anni e sono, ad esempio, i frutti di mare, carne e pesce crudi, tè e caffè ed in generale – inutile dirlo – bevande alcoliche. Sottolineiamo inoltre formaggi piccanti, in generale spezie pesanti e salumi come salame, mortadella ed altre carni processate. Inoltre, è vietato assolutamente somministrare alimenti altamente allergizzanti come fragole, kiwi, gamberi o ananas.

Cosa fare con il bambino quando si smette di allattare?

Naturalmente, il bambino non va privato del suo apporto calorico e di nutrienti durante il processo di svezzamento. Bisogna porre attenzione anche alla consistenza dei cibi che si decide di introdurre nella dieta in sostituzione del latte. Per iniziare, infatti, sarebbe meglio utilizzare brodini, passati, semolini e frullati e raccomandiamo di non iniziare con frutta tagliata a tocchetti, carne o pasta perché la masticazione del bambino non si è ancora sviluppata ed assestata bene. Vedrete comunque che con il passare del tempo sarà proprio il bambino che, abituandosi, diminuirà la sua richiesta di latte abituandosi ad una dieta diversa ed integrata con più alimenti.

Smettere di allattare, le possibili conseguenze.

Lo svezzamento non è tutto rose e fiori! Spesso si tende a credere che il bambino sarà più tranquillo e più gestibile, ma spesso non è così. Infatti, durante il primo periodo, il bimbo può comunque essere molto irrequieto e molto probabilmente continuerà a svegliarsi durante la notte in cerca di cibo o, comunque, di compagnia. Sottolineiamo, infatti, che il momento dell’allattamento per il bambino non è solo un momento di nutrizione ma anche di gioco. i bambini trovano rassicurazione nello stringere il seno della propria mamma, quindi per loro venirne a fare a meno sarà comunque un piccolo trauma. Nonostante tutto, comunque, si tratterà di procedere gradualmente ed è un momento necessario nella crescita del bambino. Sta tutto nel riuscire a farlo con la maggiore serenità possibile! Buono svezzamento!