bimbo che studia

Nel corso della carriera scolastica del proprio bimbo, già dai primi anni, è importante che si trovi il metodo di studio più adatto alla sua personalità. Il punto di partenza, comunque, è che i compiti assegnati a casa sono del bimbo e non del genitori. Suggerirgli soluzioni o correggere errori è inutile, come può essere controproducente il litigare se il bimbo non vuole fare i compiti; se infatti non vuole farli, la scuola ed il nostro atteggiamento saranno il primo input per lo sviluppo del senso di responsabilità. Se non vorrà fare i compiti, sarà lui a prendersi un rimprovero dalla maestra. Spiegargli questo è importante.

Con il tempo e l’esperienza, inoltre, si individua (anche in maniera inconscia) quali sono le materie ed i metodi di studio più congeniali al bambino. Si può iniziare a sottolineare le pagine dei libri con gli evidenziatori colorati, o con l’imparare a memoria piccoli estratti di un testo, chi fa piccole mappe concettuali e schemi per ricordare i punti salienti di ciò che si è studiato…

Come iniziare a studiare?

Se la vostra domanda è “C’è un metodo di studio unico, applicabile in ogni situazione e sempre efficace per aiutare i bambini a studiare?” beh, la risposta è no. Il vostro bambino infatti è unico e ragiona a modo suo, ed ogni bambino ha un’intelligenza diversa l’uno dall’altro e dunque ognuno di loro avrà un modo diverso di rapportarsi allo studio, diversi meccanismi mnemonici e diverse capacità di rielaborazione delle informazioni.

Tuttavia, ci sono alcune linee guida che si possono seguire per riuscire ad iniziare il bambino all’apprendimento e lasciare poi che formi il suo metodo di studio.

Si inizia a studiare, come abbiamo accennato, magari con piccoli estratti di testo da imparare a memoria. Questo passaggio è molto importante perché i bambini hanno bisogno di acquisire la terminologia delle varie discipline che, essendo nuovi allo studio, ancora non conoscono. Infatti imparare i termini specifici a memoria li aiuta anche nello sviluppo dei processi mnemonici.

I genitori possono aiutare i bimbi a ripetere a voce alta ciò che stanno imparando. Possono poi aiutarli ripetendo oralmente le domande scritte sul quaderno in modo tale da far sì che i bambini ricordino ciò che è stato detto a scuola. Ovviamente dobbiamo accertarci che il bambino abbia recepito le informazioni a scuola (o a casa) e non si limiti a ripetere le lezioni in maniera meccanica senza comprenderne il senso. Per aiutarlo, si possono fare esempi semplici e concreti.

Incoraggiate sempre il vostro bambino! Tutti, infatti, possono imparare a studiare. Anche se può rivelarsi come un’operazione lunga e stressante, se c’è bisogno di acoltarlo numerose volte facciamolo senza innervosirci. Lasciamo magari che legga il testo più volte e riascoltiamolo quando si sentirà pronto. Se nonostante tutto il nostro bimbo non dovesse riuscire ad imparare le risposte, non c’è bisogno di impanicarsi!

Non c’è nulla di male, infatti, nel dire alla maestra che non si è riusciti ad imparare qualcosa e magari proprio lei potrà mettere in atto le giuste strategie perché il bimbo riesca a studiare ed imparare concedendogli più tempo per l’apprendimento.

I bambini sono delle spugne che assorbono e registrano nella memoria tutti gli stimoli che provengono dall’ambiente a loro circostante. Prima imparano dal loro legame con la mamma, poi dalla loro sfera di interessi e relazioni come la famiglia e infine con il mondo esterno in sé per sé, dovendo fronteggiare l’entrata in scena della scuola!

Se vogliamo aiutare i nostri figli a casa o durante le vacanze, per aiutarli ad allenarli e ripassare, dovete dunque prima verificare se si sono apprese le informazioni avute a scuola aiutandolo a concentrarsi. Nel farlo, create un ambiente per loro dedicato allo studio, privo di distrazioni ma che sia gradevole ed accessoriato in modo che si abbia a disposizione tutto il necessario e possano concentrarsi solo sui libri e la lezione da studiare.

L’ideale sarebbe ricavare nella loro cameretta o nel salotto uno spazio speciale da dedicare allo studio. Ciò di cui avete bisogno sarà

  • una scrivania larga
  • uno scaffale con i libri di scuola, i quaderni e gli appunti
  • illuminazione (servitevi di una lampada nel caso la postazione fosse un po’ buia)
  • una sedia comoda che eviti problemi di postura, fondamentale in questo momento della loro crescita.

Non avendo distrazioni a disposizione, il vostro bimbo potrà così più facilmente trovare la giusta concentrazione, sentendosi meno distratto da altri fattori come playstation, smartphone, o televisione.

Quando studiare?

Per far sì che il vostro bambino si concentri sullo studio ci sono orari migliori per studiare. L’ideale è fare i compiti a casa durante la metà del pomeriggio,  a digestione finita e dopo essersi svagato (magari, se il bimbo fa sport, è meglio che studi prima) un po’ ed aver liberato la mente, magari con un cartone animato o giocando un po’ per conto suo.

Studiare dopo pranzo o dopo cena è da sconsigliare, per poter dedicare il giusto tempo alla vita familiare ed al riposo. Per alleggerire la fatica dello studio, tuttavia, potete fare una pausa golosa per il vostro bambino dandogli una merena fresca e golosa come un succo di frutta o uno yogurt che magari gli dia nuovamente la carica giusta per finire i compiti, dopodiché si potrà andare avanti fino all’ora di cena, dove si chiuderanno i libri e si dedicherà tempo alla famiglia ed al riposo.

Le ore giuste di sonno

Ricordate che il vostro bimbo deve dormire un minimo di otto ore a notte. Infatti è meglio che non vada a letto tardi perché deve riuscire ad avere l’energia giusta per riuscire ad affrontare, la mattina seguente, le lezioni.

Per soddisfare le curiosità e le esigenze del vostro bambino, inoltre, non dimenticate di fargli passare tempo fuori casa all’aria aperta o magari portandolo in giro per musei, infatti oggi sono diversi in Italia i musei a misura di bambino!

Share

Potrebbe interessarti anche