mammografia mamme

La mammografia è certamente uno dei miglior esami disponibili per la diagnosi precoce del tumore al seno, consentendo così di abbassarne la mortalità rilevando le lesioni neoplasiche in fase preclinica. Questo aumento della possibilità di guarigione è dovuta al fatto che se il carcinoma al seno viene scoperto precocemente e quindi quando le sue dimensioni sono ancora ridotte, è più facile asportarlo senza rischi e senza complicazioni.

I noduli o le formazioni anche pre-cancerose della mammella non sono rilevabili tramite altri esami di diagnostica per immagini non sfuggono invece all’esame dei raggi X mammografici che grazie alla loro tecnologia riescono a rilevare anche formazioni cancerose e pre-cancerose di dimensioni estremamente ridotte.

Ma cos’è una mammografia?

Quando parliamo di mammografia facciamo riferimento ad un esame preventivo per la diagnosi di una lesione neoplasica (un tumore, dunque) e non è necessario eccedere con la frequenza consigliata che porterebbe solo a sviluppare una notevole quantità di ansia e nel caso di pazienti giovani (alle quali la mammografia non è ancora richiesta) alla rilevazione di falsi positivi.

Prima dei 35-40 anni infatti è molto probabile che si incorra in noduli benigni o piccole cisti innocue, ma che possono comunque allarmare nel momento della scoperta.Dai 20 anni in poi si può quindi procedere con l’autopalpazione e l’osservazione del proprio seno, una volta al mese dopo il ciclo mestruale e prima dell’ovulazione, per evitare i cambiamenti dovuti ai cicli ormonali mensili, che sono del tutto fisiologici. Una volta all’anno invece è consigliabile fare una visita senologica.

L’autopalpazione del seno è molto importante anche nelle donne che anno superato i 35 annid’età, da non sostituire però alla mammografia. La neoplasia al seno, infatti, rimane una delle forma di tumore più diffuse tra le donne ma, fortunatamente, anche una delle più risolvibili in caso venga diagnosticato precocemente.

La mammografia è generalmente un esame che viene consigliato dai medici intorno al 40° anno d’età, ma talvolta anche al 50° anno d’età avvicinandoci alla menopausa. Infatti, la soglia dei 50 anni viene presa in considerazione proprio perché in concomitanza con l’arrivo della menopausa.

Il periodo iniziale della menopausa è quello che dimostra un’incidenza marcata della comparsa di noduli sospetti e di tumori al seno.

La cadenza della mammografia è biennale ed è quella consigliata per avere un monitoraggio che sia preciso e possa individuare la presenza di tumori in un arco di tempo relativamente breve. Ciò non esclude che, se la donna dovesse notare differenze nell’aspetto dei suoi seni possa ripetere la mammografia bem prima che siano trascorsi i due anni. I sintomi da individuare sono:

  • cambiamento nelle dimensioni del seno
  • rientranze sospette di uno o entrambi i capezzoli
  • presenza di tumefazioni sul seno
  • gonfiore
  • indurimento o spessore localizzato
  • rossore localizzato

La mammografia viene consigliata anche dopo i 40 anni quando ci sono stati casi di famigliarità di tumori tra i familiari diretti (dunque se mamme, nonne o zie hanno sofferto di tumore al seno). Nel caso in cui non ci sia pericolo di ereditarietà – che si tratta di una componente che incide sulla comparsa di un tumore – si può anche procedere con la normale visita senologica con ecografia mammaria.

Tuttavia per sfatare molte di quelle che sono le preoccupazioni delle donne oggi c’è da sottolineare che la mammografia, diversamente da quanto si possa portare a pensare, non è un esame né invasivo e né doloroso. Certo, un leggero fastidio può esserci nel momento in cui i seni vengano pressati ma si tratta di una sensazione sopportabile e non presenta nessun tipo di conseguenza.

Inoltre oggi con le moderne strumentazioni a raggi X le onde elettromagnetiche vengono ridotte al minimo ma ciononostante penetrano il tessuto adiposo, i dotti lattiferi ed il resto della mammella in maniera chiara ed efficace. Si tratta in questo caso di mammografie a basso dosaggio.

Per limitare i fastidi è sconsigliabile prendere appuntamento sette giorni prima della comparsa del ciclo perché in questi giorni, come sappiamo, il seno è più dolorante e sensibile. Il periodo ideale è quello compreso nei primi 15 giorni del ciclo in cui il seno è meno sensibile e più rilassato.

La durata dell’esame è compresa tra i cinque ed i dieci minuti e non c’è bisogno di rimanere in ospedale. La mammografia è importante nell’ottica della prevenzione del tumore in quanto salva la vita a molte donne che così riescono a guarire totalmente dal tumore nel 90% dei casi.

Consigli utili per lo svolgimento

Bisogna ricordare ancora una volta l’estrema importanza della mammografia in un’ottica di prevenzione del carcinoma mammario. Si suggerisce dunque di rispettare i tempi di ripetizioni previsti in base all’età e l’ereditarietà in base alle predisposizioni familiari. A questo scopo è utile annotare con scrupolo le date dell’esame ripetendolo regolarmente.

Anche il dialogo con il medico è fondamentale. Infatti bisogna comunicargli immediatamente eventuali anomalie durante l’autopalpazione del seno.

In caso di protesi mammarie, bisogna informare preventivamente il medico o l’equipe addetta alla mammografia, assicurandoci che il centro medico ne abbia i requisiti adatti.

La documentazione fornita va conservata con molta cura e presentata ad ogni controllo medico successivo. I risultati delle indagini diagnostiche precedenti.

Share

Potrebbe interessarti anche