Attaccare il bambino al seno può sembrare la cosa più naturale del mondo, ma non sempre è così. Molte mamme trovano difficoltà i primi giorni con il loro cucciolo. E’ vero che il neonato nasce già con delle capacità innate, come quello della suzione, ma non è detto che tutto fili liscio come l’olio ed è per questo che cerco di dare, con questo articolo, alcuni consigli che possono risultare utili per una poppata efficace, valutando insieme l’attacco. Sai che un attacco sbagliato può portare alla formazione di ragadi o peggio? Quindi, preveniamo eventuali problemi.

A cosa serve un buon attacco?

Per una piacevole poppata…perché, ricorda che sentire dolore non agevola l’allattamento. Il dolore, è la prima causa che può farti smettere di allattare il tuo cucciolo. Per prevenire eventuali problemi: ragadi, ingorghi, mastiti. Per aiutarti a nutrire il tuo bambino e per aiutarlo a crescere con il tuo latte. Per fargli sentire il tuo odore. Per tranquillizzarlo. Ricordati che il seno per lui non è solo nutrimento ma diventa tutto: coccola, protezione, calore, è un calmante naturale.

Come avvicinare il neonato al seno?

Innanzitutto è importante che tu e il tuo bambino siate comodi in qualsiasi posizione. Puoi aiutarti con cuscini, coperte o qualsiasi cosa ti serva per non creare tensione. Il tuo bambino è molto furbo, e sente se sei un pochino tesa e potrebbe, in quel caso, non volersi attaccare, finchè non sei più rilassata. Una volta che hai in braccio il tuo bambino, puoi avvicinarlo al seno e porgerglielo quando avrà la bocca bella aperta (come in uno sbadiglio)! NB: Un trucchetto per fargli aprire bene la bocca è quello di stimolare con il capezzolo il suo labbro superiore, noterai che per istinto apre la bocca. E’ importante che prenda buona parte dell’areola e non solo il capezzolo, così non ti farà male. Il mento è ben appoggiato al seno e la bocca fa l’effetto ventosa. In alcune posizioni o in caso di seno prosperoso, può capitare che anche il naso sia ben attaccato al seno, ma niente paura, il bambino riesce a respirare tranquillamente e se non dovesse riuscire a respirare proprio bene, si stacca da solo per poi riattaccarsi. La posizione del bambino è pancia contro pancia, ben sostenuto ma con la testa libera di muoversi per permettergli di ricercare e attaccarsi al seno efficacemente. Cerca di evitare spazi vuoti fra voi due, sorreggendogli la schiena e le spalle. Se non senti fastidio o dolore durante l’attacco e la suzione, significa che si è attaccato perfettamente. In pratica quando ti senti bene, è perché va bene!

La magia della poppata

Nella poppata si cresce in due: il bambino si nutre di latte e amore materno e tu, mamma, ti nutri di lui, dei suoi sguardi. Sono momenti di grande tenerezza e potrai farlo finché tu e il tuo bambino lo vorrete. Prendi quello che di bello e speciale c’è in questo atto di amore reciproco. Crea la connessione con il tuo bambino, lui aspetta solo quello. Dopo le prime settimane, nelle quali si impara come funzionano le cose, quando l’allattamento sarà diventato del tutto naturale per te, scoprirai di poter risolvere dolcemente con una poppata quasi tutti i “problemi” del tuo bambino, dalla fame alla stanchezza, all’irrequietezza. Forse ti è capitato di vedere quei video in cui il neonato viene messo sul corpo della mamma subito dopo il parto, che raggiungono il seno e si attaccano senza alcun aiuto. Il bambino è aiutato dal suo istinto e tu da quello di neo-mamma.

E se dovessi aver fastidio?

Se dovessi sentire fastidio o dolore, reagisci! Cambia posizione, stacca il bambino (infilandogli un dito nell’angolo della bocca, tra le gengive), quindi sfilagli il capezzolo dalla bocca e ricomincia. Ricorda, che comunque, la sensibilità dei capezzoli è comune nei primi giorni. Ma se la poppata fa davvero male, il tuo corpo ti sta dicendo di cambiare qualcosa, magari di trovare una posizione più comoda per accoccolarvi, per stringerlo a te.

Può bastare poco per trovare una posizione che renda la poppata più confortevole. Soprattutto inizialmente puoi usare la posizione semi sdraiata, dove non devi preoccuparti di prese particolari.

La gravità ti sarà d’aiuto, portando il tuo bambino verso il seno, libero di muovere la testa; invece di allontanarlo da te, cosa che può succedere quando sei seduta e puoi rilassarti completamente: senza spalle tese o braccia doloranti. Puoi abbandonare questa posizione quando vuoi, scegliendone altre.

Inizialmente, potresti avere bisogno di un pochino di aiuto in più. Dovrete imparare a conoscervi.
E’ importante anche allattarlo quando cogli i primi segnali di fame, senza aspettare che cominci a piangere. Puoi aiutarlo anche a trovare il seno spalmando un pochino di gocce di colostro (inizialmente) o latte intorno al capezzolo. La pelle nuda a contatto con la tua è un forte stimolo a poppare.

Il primo passo verso l’allattamento può anche essere un attacco senza suzione. Una cosa “fuori dagli schemi” è quella di leccare il bambino. Stimolando in questo modo il respiro, la digestione e le risposte del sistema nervoso. Ma soprattutto, segui i suoi tempi. Ci vuole tempo anche perché tu e il tuo bambino impariate questa nuova “abilità”.
Ma per fortuna ci sarà modo di fare pratica e di diventare esperti entrambi.


Dott.ssa Aline Iacuelli
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