bimbo dorme tessuto

5000 anni fa, è l’età dell’unico abito più antico trovato a seguito di uno scavo archeologico in Egitto, ed era un capo di una raffinatezza unica, si crede che si possano trovare altri capi simili più antichi anche in altre parti del mondo.

Da questa ricerca si deduce che i vestiti sono nati pressapoco quando è nata l’umanità.

L’arte di intrecciare i fili, uno stile di vita, una tradizione che è alla base per il confezionamento di un abito, è stato conteso di nazione in nazione tanto che i re di ogni epoca facevano a gara ad avere i migliori artigiani ed i migliori abiti.

Ancora oggi in alcune parti del mondo, Turchia , India , Cina , si possono trovare fabbriche che lavorano sui telai costruiti nel Medioevo. Certo, molti si sono modernizzati per una questione di tempo, basti pensare che ad oggi, per fare un tappeto intrecciato di cotone , se ci lavora una sola persona, ci vogliono circa 9 mesi per una lunghezza di 2 metri per 3.

Tutto parte dall’intreccio di più fili, i quali fili vengono accuratamente preparati , più è lungo e spesso il singolo filamento più sarà resistente il capo finale, ma questo dipende anche dalla natura stessa del filamento.

Differenze tra fibre naturali

I filamenti, quindi le fibre , possono essere di origine animale, vegetale e artificiale (fibre sintetiche).

vediamo ora quali sono i tessuti di origine animale:

  • lana
  • seta
  • crino
  • bisso

di ogni fibra ci sono le varianti che si differenziano in colore, lunghezza, spessore ed elasticità di ogni singola fibra.

Ill più variegato è la lana, ma di questo tessuto ne parleremo più in là.

Per quanto concernono le fibre di natura vegetale invece abbiamo:

  • cotone
  • juta
  • canapa
  • ginestra
  • paglia
  • kapok
  • lino
  • sisal
  • manila
  • ramiè
  • bamboo
  • banano

Alla base delle fibre vegetali c’è la cellulosa, che nel corso dei millenni si è differenziata in base alla longitudine e latitudine del terreno di crescita delle piante. Di tutte le specie vegetali molte potenzialmente possono essere usate per crearci dei capi.

Ad oggi le più usate sono solo il cotone e il lino, ci si domanda il perché di tutte solo queste due hanno preso il sopravvento.

La ragione è da ricercarsi in fattori ambientali quali clima, territorio, l’ubicazione geografica e non ultimo la genetica.

Il cotone

Il cotone è una fibra che cresce prevalentemente nell’area mediterranea, o meglio alla nostra latitudine , quindi si trova anche in altre regioni del pianeta.

Il nome scientifico è Gossypium, cresce in aree tropicali e raggiunge un’altezza massima di 1 metro e 50 e il suo ciclo di vita è abbastanza lungo, la crescita abbastanza rapida ovvero in soli tre mesi già raggiunge una maturità tale da poter essere raccolta.

La lavorazione è abbastanza rapida e non richiede particolari macchinari ma richiede invece trattamenti specifici per lo sbiancamento del tessuto. Questo processo può danneggiare la natura stessa della fibra.

Al microscopio si presenta con una struttura nastriforme, piatta ed elicoidale.

Ricordiamoci che tutte le fibre sono composte da cellulosa, pertanto le proprietà di ogni singolo tessuto variano al variare dello stato allotropico della cellulosa e ne conferiscono determinate proprietà, tra cui la resistenza al calore, dove il cotone a 100° rimane inalterato ma se aumentiamo la temperatura inizia a degradarsi.

Un altro nemico del cotone, o meglio della cellulosa, sono tutti quegli organismi si cibano della cellulosa stessa.

Quindi non solo è a rischio il cotone ma tutte le fibre vegetali, si conservano bene in ambienti asciutti per lunghissimi anni…ma se c’è umidità e calore…beh, immaginiamo facilmente che fine possano fare.

Ricapitolando il cotone è morbido, resiste alle alte temperature, è elastico , ha una crescita rapida, è abbondante sulla superficie terrestre, insomma tutte le caratteristiche ideali per essere utilizzato dalla nostra specie. In estate, si tratta di uno dei materiali più indicati per il vestiario dei bambini.

Il lino

Il lino invece è la fibra più antica conosciuta dall’uomo, sebbene oggi non è molto utilizzata per via degli sforzi che si devono compiere per estrarlo, ma al contempo ha delle qualità tessili quali resistenza ottima alle alte temperature , circa 240°, una buona resistenza all’uso nel tempo, trattiene il calore meglio del cotone, assorbe meglio l’umidità rispetto al cotone.

Insomma è una fibra molto utile però rispetto al cotone ci vogliono molti più passaggi per avere una fibra completa, quindi il costo finale è abbastanza alto.

Ad oggi la produzione di lino è diminuita moltissimo grazie all’avvento delle nuove tecnologie a favore delle fibre sintetiche.

Le altre fibre sono più sviluppate nelle altre zone al di fuori dell’europa, si trovano più frequenti in Cina, in India e nei paesi arabi.

Le tecnofibre e i loro vantaggi

Le tecnofibre o fibre chimiche, possono dividersi in fibre artificiali quando la materia di partenza è di origine naturale, invece si dice sintetica quando la materia di base è ricavata in laboratorio.

Le molecole di partenza , che siano vegetali o animali, vengono studiate in laboratorio approfonditamente per ricrearle e dare una maggiore resistenza e robustezza alla fibra finale.

Partendo dai monomeri, con un lungo processo controllato si ottengono i polimeri, il costituente principale è il carbonio, elemento molto abbondante e versatile dalle proprietà infinite a seconda di come si combina con gli altri atomi, il caso più comune è lo stato allotropico di grafite e diamante, le molecole di base sono tutte di carbonio e ossigeno che a seconda di come si dispongono generano la grafite o il diamante.

Ad oggi le fibre artificiali sono:

  • rayon
  • acetato
  • lyocell
  • cupro
  • modal

Le fibre sintetiche, tutte derivate dalla raffinazione del petrolio, hanno delle proprietà tali che su certi versi le rendono migliori rispetto alle fibre vegetali o animali.

Termoisolante è la parola regina di queste fibre ed è la caratteristica più importante , ovvero trattiene il calore corporeo meglio del cotone e della lana, un tessuto esempio è il pile, derivazione della lavorazione della classica bottiglia in PET. Sono ideali in inverno.

Un altro tessuto sintetico, ultimamente è letteralmente  esploso sul mercato d’abbigliamento per i neonati è la ciniglia.

Sebbene abbia origini a metà 900, tale stoffa è composta da un mix di cotone e rayon, a volte si può trovare con l’acetato o lyocell a seconda del prodotto finale che deve andare a comporre, se un capo d’abbigliamento o uno strumento ludico come i peluche.

Più si va avanti più ci si accorge che le fibre sintetiche la fanno sempre più da padroni, i vantaggi che ci vengono offerti sono molti, tempi di produzione dimezzati, materia prima quasi infinita, capacità termotecniche molto buone, resistenza elevata, però tutte hanno un punto debole ovvero dalla nascita sono incolori e pertanto devono essere colorate e quindi i colori usati sono anch’essi sintetici.

I coloranti sono il vero nemico per la pelle, in quanto sono composti da azoto, ferro, bromo, alluminio, a seconda del colore che si vuole ottenere si creano delle miscele a base di questi metalli, tali miscele si aggregheranno al monomero/polimero a base di carbonio.

Questo legame può causare fastidi e allergie alla pelle.

Studi scientifici hanno dimostrato che i metalli presenti nelle fibre sintetiche, possono causare, a lungo andare, danni a breve termine o a lungo termine.

Le allergie a breve termine sono causate dall’interazione del sudore corporeo con le tecnofibre e si manifestano con rossori, rigonfiamenti e prurito soprattutto nelle zone quali, ascelle, inguine e solco intermammario.

È molto importante avere una buona conoscenza delle cause ed effetti che portano i tessuti sintetici al corpo umano, specie se nei primi anni di vita.

Quando nasce un bambino, la sua pelle è molto sottile e la sudorazione è abbondante quindi a maggior ragione si deve fare attenzione a cosa mettergli addosso.

Ci sono stati casi eclatanti di danni permanenti causati da tessuti sintetici, ma a distanza di molti anni, questo è dovuto si alle sostanze chimiche addizionate nella fase di preparazione ma anche alla diversa morfologia della pelle che varia da individuo a individuo.

Quindi come ci si comporta in questi casi? quali misure adottare per prevenire?

Vediamo ora dei consigli pratici:

  • scegliere indumenti chiari
  • lavare ogni capo che si compra in un negozio
  • non indossare abiti aderenti
  • cambiare i panni con una rotazione regolare
  • stare attenti ai prezzi troppo bassi

I tessuti migliori per la pelle sono quelli di origine naturale, sebbene abbiano proprietà leggermente inferiori rispetto a quelli sintetici e siano in via di estinzione, forse dovremmo incominciare a rivalutarli.

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