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Quando si parla di Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) si parla di una condizione psicologica rivolta ai bambini che esibiscono livelli di rabbia persistente ed inappropriata ed altri sintomi come condotta provocatoria, irritabilità ed oppositività. Tutto ciò causa naturalmente diverse difficoltà nell’adattamento e nella funzionalità sociale di un bambino a contatto con il mondo esterno. Quando questa diagnosi viene alla luce, di solito questi segni persistenti sono comparsi da almeno sei mesi ed i sintomi devono causare grosse menomazioni in ambito sociale perché si possa iniziare a parlare di DOP.

Spesso infatti questo disturbo può essere diagnosticato anticipatamente come DC (ossia Disturbi Comportamentali). Il Disturbo Oppositivo Provocatorio emerge però in età solitamente più precoce, attorno ai sei anni, rispetto all’ampio spettro dei DC che hanno come età d’esordio i 9-10 anni. Spesso e volentieri comunque, anche bambini più grandi ed adolescenti vengono diagnosticati frequentemente con DOP.

Quali sono i sintomi del DOC?

Un bambino che soffre di DOP presenta diverse difficoltà nel riuscire ad interagire con il mondo esterno, in particolar modo con gli adulti, ma spesso ciò può accadere anche con i propri coetanei. Il disturbo si caratterizza per la presenza di una tendenza nel bambino a sfidare i genitori o gli altri adulti che se ne occupano tramite l’istigazione o trovando altri metodi per suscitare irritazione nel prossimo.

Non segue le regole, non rispetta le richieste altrui e qualsiasi pretesto è buono perché egli si opponga verbalmente o con le azioni. Generalmente in soggetti affetti da DOP si trova un persistente nervosismo, permalosità e facilità alla rabbia ed al conflitto. Quando non viene assecondato si mostra capriccioso, irritato e può esplodere anche in manifestazioni di rabbia più eclatanti come il buttarsi a terra, piangere, sbattere i piedi ed urlare.

Il bambino affetto da DOP è rancoroso e vendicativo per torti che forse non necessariamente ha subito. In soggetti del genere, inoltre, è stato notato un persistente atteggiamento vittimistico e la mancanza di responsabilità nel riuscire ad addossarsi le proprie colpe, imputando spesso gli altri dei propri comportamenti sbagliati.

In maniera più generale, il DOP comporta una condotta negativa con tratti comuni al bambino quali:

  • litigi frequenti con gli adulti
  • collera persistente
  • sfida attivamente gli adulti
  • non rispetta le regole
  • spesso irrita deliberatamente il prossimo
  • mancanza di responsabilità
  • spesso incolpa gli altri dei propri errori
  • è eccessivamente permaloso
  • estrema suscettibilità
  • rabbia persistente
  • il bambino è rancoroso, dispettoso e vendicativo

Se il soggetto presenta più di 18 anni d’età, però, tutti questi sintomi possono portare a pensare ad uno sviluppo di un’altra patologia presente negli adulti, ossia il Disturbo Antisociale di Personalità, mentre il DOC è una patologia quasi totalmente imputata ai bambini.

Quali sono i fattori di rischio per lo sviluppo del DOP?

I fattori di rischio che favoriscono la presenza del Disturbo Oppositivo Provocatorio in un bambino sono diverse ed hanno a che fare con la famiglia, non solo dal punto di vista strutturale ma anche con la genetica. Questi fattori sono:

  • l’abuso da parte di un genitore sul bambino
  • l’essere trascurato
  • la mancanza di supervisione da parte di un adulto, che comporta così una situazione tale dove il bambino svilupperà delle proprie regole e credenze facendo sì che cresca in maniera non adeguatamente disciplinata
  • al contrario, la presenza in famiglia o a scuola di una disciplina particolarmente severa
  • se i genitori hanno avuto una storia di ADHD, lo stesso DOP o altri disturbi comportamentali
  • cambiamenti stressanti per la vita di un bambino come continui traslochi e cambi di dimora
  • instabilità nel contesto familiare.

Come si può intervenire con un DOP?

La terapia da seguire è quella cognitivo-comportamentale per bambini ed adolescenti con problemi di aggressività e condotta. Tale intervento è strutturato su un modello socio-cognitivo con base scientifica relativo alle modalità di elicitazione della rabbia nei bambini che presentano disturbi del genere e ai processi attraverso i quali si risponde con tale aggressività. Nel modello preso in considerazione si fa una distinzione tra quelli che possono essere i deficit cognitivi che hanno a che fare con vere e proprie attività cognitive e le distorsioni cognitive che fanno riferimento invece alle percezioni fittizie di questi soggetti con problemi di aggressività.

Questo modello rende evidente che, quando il bambino va incontro ad uno stimolo che può causargli rabbia, sono sorattutto questi stimoli di percezione che lo influenzano particolarmente nelle sue reazioni emotive e fisiologiche piuttosto che l’entità dell’evento in sé per sé.

Terapia

La terapia Cognitivo-comportamentale si focalizza dunque su come il bambino con DOP si relazione alle situazioni che percepisce come pericolose o frustranti e dunque sui suoi pensieri e le sue percezioni e le sue emozioni come la rabbia che ne deriva e punta ad insegnare le tecniche per imparare a gestirla e superarla. La terapia di svolge in due fasi:

  • Fase psico-educativa: in questa fase il bambino imparerà a riconoscere i meccanismi che scatenano in lui la rabbia e la relazione che c’è tra le situazioni, le sue emozioni ed i derivanti comportamenti.
  • Intervento ed acquisizione delle abilità per gestire le emozioni: grazie all’aiuto di uno specialista il bambino potrà imparare delle strategie sia comportamentali e sia cognitive che potrà utilizzare successivamente per la gestione delle situazioni che comportano per lui questo stato di malessere. Imparerà a mettersi in contatto con sé stesso in maniera positiva, esprimere in maniera corretta le proprie emozioni e trovare soluzioni più funzionali nelle situazioni problematiche. Ciò comporterà anche allo sviluppo del senso di responsabilità e la consapevolezza della gestione del comportamento che deriva tutta da lui.
  • Compiti a casa: un po’ come a scuola, le abilità apprese in presenza dello specialista, potranno poi essere messe in pratica anche a casa in modo che diventino col passare del tempo nelle abitudini del bambino.

Anche per i genitori, ad ogni modo, è prevista una fase psico-educativa perché riescano a capire bene da cosa nasce e perché va avanti il DOP del bambino e su quali meccanismi esso si regge. Dunque con l’aiuto dello specialista potranno imparare a focalizzare la propria attenzione sui comportamenti positivi del bambino, in modo da premiarlo ed incentivare la buona condotta del figlio; riconoscere ed interrompere i circoli viziosi che portano al perpetrare il problema e diversi consigli e tecniche comportamentali che possano aiutare i genitori nella creazione di un ambiente familiare stabile ed equilibrato.

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